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La fisica del linguaggio: Don DeLillo tra immagine e scrittura

Don DeLillo

Nato il 20 novembre 1936 da una famiglia di origini italiane risiede per tutta la sua giovinezza nel Bronx, in un quartiere di italoamericani.
Dopo una laurea alla Fordham University lavora per alcuni anni come copywriter in un'agenzia di pubblicità nella Grande Mela. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, Americana, che riscuote un discreto successo di pubblico.
Alla fine degli anni Settanta DeLillo si trasferisce in Grecia per circa tre anni, durante i quali viaggia in Medio Oriente e in India. Alla fine di quel periodo pubblicherà I nomi (1982) ma il successo vero arriverà solo con il libro seguente, Rumore Bianco (1985), che vince il National Book Award. A questo punto della sua carriera DeLillo ha un suo stile ben definito: periodare paratattico che proprio a causa dell'esasperata frammentazione rende complicata la comprensione del senso; uso intenso del montaggio; infine i dialoghi, vero marchio di fabbrica dello scrittore, serrati, complessi, spesso ironici o apertamente comici.
DeLillo, e si tratta forse dell'aspetto più interessante di questo scrittore, è uno sperimentatore: ogni suo romanzo sembra essere una ricerca autonoma — il che spiega anche la qualità altalenante della sua produzione, dove troviamo capolavori assoluti unanimemente riconosciuti come tali – I nomi, Rumore bianco, Libra (1988) e Underworld (1997) – e opere di livello nettamente inferiore, come End Zone (1972), The Body Artist (2001) o il più recente L'uomo che cade (2007).

Underworld (1997)

Con Underworld arriva la definitiva consacrazione: un romanzo-fiume, dalla struttura estremamente calibrata, che per certi versi richiama un altro libro di DeLillo, Libra. La storia di Nick Shay, che per lavoro si occupa della gestione dei rifiuti, s'interseca con quella vissuta dall'America intera dal 1951 al 1992 e con quella di una pallina da baseball protagonista di una storica vittoria dei Giants sui Dodgers. La pallina, recuperata da un ragazzino nero di nome Cotter Martin, comincerà il suo viaggio tra appassionati di baseball e collezionisti, attraverso la crisi dei missili cubani e la guerra del Vietnam, fino ai giorni nostri.

Il romanzo è suddiviso in otto parti:
1) prologo - Il trionfo della morte
2) parte prima - Long Tall Sally (primavera-estate 1992)
3) parte seconda - Elegia per sola mano sinistra (metà anni Ottanta / primi anni Novanta)
4) parte terza - La nube della non-conoscenza (primavera 1978)
5) parte quarta - Cocksucker Blues (estate 1974)
6) parte quinta - Cose migliori per una vita migliore grazie alla chimica (frammenti scelti publici e privati degli anni Cinquanta e Sessanta)
7) parte sesta - Composizione in grigio e nero (autunno 1951/estate 1952)
8) epilogo - Das Kapital
Tra il prologo e la prima parte, tra la terza e la quarta parte e infine tra la quinta e la sesta compaiono tre capitoli intitolati «Manx Martin» e numerati sequenzialmente da 1 a 3. Questi capitoli narrano gli eventi immediatamente seguenti alla partita di baseball e i tentativi del padre di Cotter Martin (Manx, appunto) di vendere la palla della vittoria.

(a cura di Carlo Tirinanzi De Medici)

 


Federico Bertoni su Underworld: «La fisica del linguaggio: Don DeLillo tra immagine e scrittura

Il prof. Bertoni introduce il romanzo e passa poi a un'analisi approfondita delle relazioni tra parole, cose e immagini in Underworld.


Approfondimenti

Per coloro che sono interessati ad approfondire quanto sopra rimandiamo al capitolo dedicato ad Underworld del libro di Federico Bertoni, Realismo e letteratura. Una storia possibilie (Torino: Einaudi 2007).

Un'ottima panoramica sulla prima parte della carriera di DeLillo è Douglas Kesey, Don DeLillo (New York: Twain 1993) ma niente finora eguaglia la raccolta curata da Frank Lentricchia Introducing Don DeLillo (Durham: Duke UP 1991) anche se l'assenza delle note rende disagevole al lettore il recupero delle informazioni. Meno profondo ma più esteso (copre l'opera di DeLillo fino a Underworld) è il volume a cura di Hug Ruppersburg e Tim Engels, Critical Essays on Don DeLillo (New York: Hall 2000). Un manuale vero e proprio che introduca all'opera dello scrittore è assente, se si eccettua la Cambridge Companion (cfr. infra): il bel libro di François Happe Don DeLillo: la fiction contre les systémes (Paris: Belin 2002) e quello di Peter Boxall Don DeLillo: the Possibility of Fiction (London: Routeledge 2006) sono entrambi suggestivi ma non sono decisamente introduzioni perché sostengono tesi ben precise piuttosto che offrire un panorama per lo studioso che si avvicina all'autore americano per la prima volta.

Su Underworld citiamol'introduzione di John N. Duvall Don DeLillo's Underworld. A Reader's Guide (New York-London: Continuum 2002) che fornisce al lettore alcune coordinate per comprendere il senso del romanzo.

Tra le varie raccolte di saggi ricordiamo quella a cura di Harold Bloom, Bloom's Modern Critical Views: Don DeLillo (New York: Chelsea House, 2003) e The Cambridge Companion to Don DeLillo, (Cambridge UK: Cambridge UP, 2008) a cura di John N. Duvall. In particolare sul libro trattato da Federico Bertoni al nostro incontro consigliamo Under/Words: Perspectives on Don DeLillo's Underworld (Newark: University of Delaware Press, 2002), a cura di Joseph Dewey, Steven G. Kellman e Irving Malin.

Tra i siti internet, oltre alla pagina di wikipedia dedicata a Don DeLillo (da prendere cum grano salis e, come altre volte vi abbiamo consigliato, più che come fonte in sé come collezione di spunti e rimandi) il sito Don DeLillo's America è una miniera di informazioni: possiede una bibliografia pressocché completa delle opere di DeLillo (romanzi, racconti e interviste ma anche articoli e saggi, questi ultimi spesso dotati di link). Inoltre rimanda ad alcuni lavori critici e attraverso un collage di citazioni da interviste varie ricostruisce una sorta di autobiografia del romanziere. La Don DeLillo Society è un centro studi virtuale dedicato a coloro che s'interessano dell'opera dello scrittore. Iscrivendosi alla mailing list si riceveranno avvisi per call for papers, la newsletter della società e altre informazioni utili. Preziosa la bibliografia critica, aggiornata più volte l'anno.

Abbiamo recuperato per voi un'intervista fatta da Terry Gross (link alla prima parte, link alla seconda parte e alla terza parte). Un'altra interessante intervista è quella fatta da Micheal Silverblatt (link alla prima parte e link alla seconda parte). Entrambe le interviste sono in inglese americano.


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