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Roberto Bolaņo

Roberto Bolaņo

Nato a Salo scrittore cilenontiago de Chile il 28 aprile 1953 Roberto Bolaño era uno studente poco promettente. Nel 1968 si trasferisce con la famiglia in Messico e presto abbandona la scuola per lavorare come giornalista. Nello stesso periodo comincia a frequentare ambienti di sinistra e nel 1973 torna nel Cile di Salvador Allende per contribuire al progetto di sviluppo di un «socialismo dal volto umano» da ottenersi attraverso l'esercizio della democrazia propugnato da Allende e dalla sua coalizione. Pochi mesi dopo essere tornato in patria, martedì 11 settembre 1973, con l'appoggio della destra, dell'amministrazione Nixon, della CIA e delle gerarchie ecclesiastiche, il generale Pinochet e altri militari organizzano un colpo di stato, instaurando una dittatura che resisterà per oltre un decennio. Oltre 5000 persone furono uccise, tra cui Allende stesso e il ministro e cantautore Victor Jara (al quale spezzarono le mani per poi chiedergli di suonare la chitarra). Ottantamila persone furono internate, oltre trentamila torturate e più di duecentomila costrette all'esilio. Tra gli internati ci fu anche Bolaño che riuscì a fuggire dopo otto giorni di prigionia.

Negli anni seguenti Bolaño si trasferisce di frequente, spostandosi dal Messico al Salvador, in Francia, finché nel 1977 si stabilisce in Spagna nella piccola città di Blanes vicino a Barcellona, dove resterà fino alla sua morte avvenuta il 15 luglio 2003. Roberto Bolaño nasce come poeta, e tale si sentirà per tutta la sua vita. Come poeta fonda il movimento infrarealista con Mario Santiago Papasquiaro: con una poetica ispirata al dada europeo si trattava di un movimento d'avanguardia che intendeva rompere con l'establishment letterario messicano e con il simbolo di questo, Octavio Paz. Una raccolta della sua opera poetica è Los perros románticos (2000) e il postumo La universidad desconocida (2007), entrambi inediti in italiano.

Ma non potendo mantenere la sua famiglia con la poesia comincia a scrivere narrativa: il primo è Consigli di un discepolo di Morrison a un fanatico di Joyce (1984, ed. italiana Sellerio 2007), cui seguiranno oltre quindici romanzi che daranno a Bolaño una fama sempre crescente, al punto che oggi è considerato uno degli scrittori più influenti nel panorama ispanofono. Il successo, quello vero, arriva nel 1998 con la pubblicazione de I detective selvaggi (ed. it. Sellerio 2003), un lungo romanzo che vince il premio Herralde de Novela ed il prestigioso Rómulo Gallegos. Nel 2000 pubblica poi Notturno cileno (ed. it. Sellerio 2003). L'ultimo romanzo scritto dal cileno in ordine di tempo, pubblicato postumo, è 2666 (2004, ed. it. Adelphi 2009: l'edizione economica appena uscita raccoglie le due parti, pubblicate precedentemente come due volumi separati), al quale viene assegnato il premio statunitense National Book Critics Circle.

La scrittura di Bolaño si caratterizza per i lunghi periodi e l'uso intenso dell'ironia. La potente capacità di figurazione della prosa di Bolaño rende i suoi libri ricolmi di immagini memorabili. I continui rimandi alla tradizione letteraria, sospesi tra documento e immaginazione (su cui cfr. La letteratura nazista in America, del 1996), rimandano alla concezione di letteratura dello scrittore cileno: una forza sempre eversiva, capace di sovvertire l'ordine del potere e violarne i luoghi sacri: come sottolinea tutto Notturno cileno il peggior peccato di un intellettuale è essere complice del potere.

(A cura di Carlo Tirinanzi De Medici)


M.Rizzante : Come salvarsi la pelle senza rinunciare alla poesia. Su Notturno cileno di Roberto Bolaņo.

Massimo Rizzante racconta la vita di Roberto Bolaño e le opere principali dello scrittore cileno, soffermandosi in particolare sulla vocazone «selvaggia» della critica che quest'ultimo muove alla società e alla cultura.

Punto di partenza dell'analisi è il romanzo Notturno cileno (2000) che vede protagonista Sebastian Urrutia Lacroix, un anziano religioso giunto alla fine dei suoi giorni. Tra le memorie del passato percorriamo la vita di padre Urrutia, raffinato conoscitore di poesia e arte, che finisce per dare lezioni di marxismo ad Augusto Pinochet e alla sua giunta militare: da questo punto di vista Urrutia rappresenta l'anti-Bolaño, l'intellettuale asservito al potere per paura e amore del quieto vivere.

Una versione dell'intervento di Massimo Rizzante si può trovare in M. Rizzante, Non siamo gli ultimi, Milano: Effigie 2009.

Approfondimenti

Una nota introduttiva, ben scritta seppure assai generica, è l'articolo di Larry Rother per il New York Times. Concentrato su 2666, invece, Daniel Zalewski per il New Yorker. Sempre online è possibile vedere su Youtube la lunga intervista di Cristián Warnken al romanziere, divisa in sei parti. Dal collegamento alla prima parte dell'intervista potrete risalire alle altre cinque. Una conferenza tenuta da Rafael Montano e Horacio Castellanos Moja presso l'università del West Ontario è reperibile qui (in totale sono cinque parti, comprese due di domande e risposte a Castellanos Moja).

Il movimento infrarealista ha anche un suo sito internet.

Una selezione di interviste a Roberto Bolaño si può leggere in Andrése Braithwaite (acd), Bolaño por sí mismo, Santiago de Chile: Ediciones Universidad Diego Portale 2006. Saggi e articoli (e alcune interviste) in R. Bolaño, Entre paréntesis, Barcelona: Anagrama 2004. Il panorama si sta arricchendo rapidamente di pubblicazioni sull'autore: soprattutto volumi collettanei (Karim Benmiloud e R. Estéve (acd), Les astres noirs de Roberto Bolaño, Bordeaux: Presses Universitaire de Bordeaux 2007 ed Edmundo Paz e G. Faveròn, Bolaño Salvaje, Barcelona: Candaya 2008 tra i molti) ma anche monografie, come Celina Manzoni, Roberto Bolaño. La literatura como tauromaquia, Buenos Aires: Corregidor 2002.

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